ROMA – “I piccoli Comuni non sono solo il luogo in cui viviamo, ma nel quale si concretizzano anche le scelte di coloro che stanno sopra di noi. delle regioni e dei governi. La loro sopravvivenza e funzionalità sono fondamentali per l’intero sistema italiano, se mancano i piccoli Comuni manca anche l’Italia. La loro crescita è una necessaria azione di riequilibrio territoriale, un’opportunità per lo sviluppo sostenibile inclusivo dell’intero Paese, uno strumento fondamentale per contribuire alla crescita economica e sociale dell’Italia”. Lo ha detto Alessandro Santoni, sindaco di San Benedetto Val di Sambro e coordinatore della Consulta piccoli Comuni Anci, nella sua relazione introduttiva agli Stati Generali dei piccoli Comuni che si chiudono oggi a Roma al centro Congressi ‘La Nuvola’.
Secondo Santoni, “il pericolo maggiore che corriamo è proprio quello di restare fermi per paura di non modificare un sistema che probabilmente ha funzionato, ma che oggi è inevitabilmente superato. Prima ancora di nuove risorse economiche, ciò che chiediamo -ha aggiunto – è di usare meglio ciò che abbiamo. E ciò che abbiamo, siamo noi siamo tanti piccoli Comuni che hanno caratteristiche molto simili, ma sono caratterizzati da edifici e spazi pubblici e potenzialità molto spesso sottoutilizzati”.
Per il coordinatore Anci bisogna partire dalle persone senza le quali non ci sarà futuro: “serve sicuramente una visione d’insieme e un piano straordinario che abbiamo chiamato Agenda controesodo. Si tratta – ha spiegato – di una piattaforma strategica di proposte istituzionali che, come Consulta nazionale dei piccoli Comuni, abbiamo definito per promuovere politiche e misure che valorizzino il potenziale delle nostre aree mettendo al centro la volontà di invertire fenomeni di spopolamento e marginalizzazione sociale ed economica”.
“Attraverso una serie di azioni concrete e coordinate tra di loro miriamo a realizzare un modello di sviluppo basato sulla valorizzazione del territorio e su una governance territoriale adeguata, non solo come risposta alle criticità, ma come motore di sviluppo sostenibile”.“L’Agenda ha degli obiettivi che vanno dalle politiche family, alla definizione di misure a sostegno dei bilanci comunali e della disponibilità di liquidità, dalla valorizzazione e sostegno al personale in servizio, alla fiscalità di vantaggio anche a supporto del commercio di prossimità”. Ma avanziamo proposte anche su turismo esperienziale, politiche dell’abitare e sulla necessità di sostegno a campagne di comunicazione coordinate ai servizi di base, senza dimenticare – aggiunge il coordinatore Anci – la mobilità, l’annullamento del divario di digitale”.
Accanto a questo secondo il coordinatore è” importante cambiare anche il paradigma del racconto che facciamo ogni giorno dei nostri territori: vanno valorizzate le eccellenze e le nostre peculiarità, capovolgendo stereotipi secondo cui i piccoli Comuni sono un problema e non una parte della soluzione per il futuro del Paese”, ha concluso Santoni.

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